Sunday, June 12, 2011

Retrogaming is the new Emulation


Quando ero giovane, tipo 5 minuti fa se non meno, volevo a tutti costi abbonarmi a EDGE, vista come la bibbia del giornalismo videoludico. Le 13mila lire a numero richieste in Corso Vittorio Emanuele mi hanno sempre tenuto distante dal realizzare questo sogno. Oggi mi ritrovo invece sommerso da numeri di EDGE mai cagati di striscio soltanto per 5 minuti, se non meno. Giusto il tempo di leggere un paio di columnist, la posta e un paio di review e via. E' sparita la magia di un tempo, sostituita senza preavviso alcuno dalla noia.


Un'altra rivista, invece, fa molta meno fatica a calamitare la mia attenzione. Si tratta di RetroGamer, un minestrone assolutamente improbabile di articoli dedicati a console e computer da prima degli 8 bit a 5 minuti fa, se non meno. Una delle parti che mi piacciono di piu' sono le retronews, in due sezioni: slittate al 1988 e al 1993, per esempio. Fa un certo effetto rileggere anticipazioni di roba che e' uscita il natale della mia quinta elementare.
MI fa un certo schifo invece dover condividere spazio su quella che e' forse la mia rivista preferita con videogiochi per computer 8 bit. Sabrewulf, Missile Command, Frogger... tanta palta, insomma. Voglio dire, oggi tu ci faresti all'amore con Sharon Stone? No, aspetta. Dicevo: tu oggi ci faresti all'amore con Wendy Windham? Ecco.


L'idea che i videogiochi di 25 o 30 anni fa abbiano ancora il loro perche' mi fa abbastanza ribrezzo. Il principio immagino sia la nostalgia. A tutti piace la nostalgia.
Tipo, una delle ragazze che mi ricordero' sempre si chiama Francesca. Era una mia compagna all'universita'. Zero tette, fondischiena interessante, un volto che mi faceva dire "oh, non sara' Rinoa ma perlomeno si impegna". Me la ricordo ancora, e penso me la ricordero' sempre. Non perche' sia andata a finire bene (oh, no), non perche' sia andata in un qualche modo (oh, no), ma perche' il periodo in cui l'ho conosciuta corrisponde ad alcuni dei mesi piu' interessanti della mia vita. Non necessariamente belli, ma di sicuro interessanti e pieni di cambiamenti, specie nel passaggio dal liceo all'universita' al magico mondo delle societa' interinali e delle B'Twin e dei clienti sordomuti e calabresi che ci si capiva non solo meglio ma solamente con i primi.


Erano mesi ricolmi di speranza: ero appena approdato a Biotecnologie convinto che per vie traverse sarei riuscito anch'io a salire sull'Enterprise (erano anche gli anni in cui Italia 1 trasmetteva le repliche di The Next Generation alle 2 di notte, 'je possino). In realta' sono soltanto salito di peso, ma questa e' un'altra storia. Ma di sicuro mi ricordero' sempre di Francesca, in quando il 2 di picche cosmico che mi ha fornito rappresentera' sempre un'ottima ancora*, un ottimo simbolo, uno squisito qualcosa per quel periodo. Cosa che non mi succedera' per altre ragazze, altri personaggi, altri accadimenti di quegli anni.
Che non torneranno, nel bene e nel bene. E sinceramente questa e' l'unica giustificazione che posso trovare per il Retrogaming, ovvero: padri di famiglia con la passione del videogaming sperperano quei 2 minuti di tempo libero che hanno giocando a pac-man e missile command. Disgustorama.


Personalmente, sono di bbrutto per i 16 bit. Per rispettando molto alla lontana il Megadraiv, ritengo che il Super Nintendo/SNES/ZNES/SNES9x rappresenti lo zenit del videogioco degli anni '90. E non (solo) perche' si sia trattato della mia prima console: ho iniziato a 7 anni col NES, e prima ancora con i coin-op.
Eppure i coin-op erano puro masochismo, almeno per uno scarsone come me. Rainbow Islands mi faceva ammirare il secondo boss come un boss segreto di altri tempi, e non parliamo di Haunted Castle. L'unico coin-op che davvero mi manca e' quello di Wonderboy*.
Mentre il NES era un incubo. All'epoca andavo di giochi a noleggio, e tra Zelda, Top Gun, Bayou Billy e Cobra Triangle ricordo ben poco a parte un'accozzaglia di quadratini colorati su schermo. Solo Probotector, SMB e SMB3 si salvavano, ma erano davvero in minoranza.
Ma lo SNES... non c'e' nemmeno bisogno di parlarne. Anche qui mi sono ritrovato con della palta, ma di sicuro nel caso di Super Mario All Stars e Super Street Fighter 2 la nostalgia c'entra poco, qui si tratta di qualita' pura.


Ecco perche' se non fosse per la nostalgia faticherei molto a comprendere come si possa scrivere su una rivista che certe porcate per Amstrad e Spectrum siano degne del tempo di un essere vivente, se non umano, nel 2011. Ci sono classici, e c'e' il vecchiume. Il problema e' che per Retrogamer la quantita' di classici straconsigliati pare non avere limiti.
Oggi Francesca e' ancora senza tette, ma ha molto piu' naso. E pancia. E culo. Per dirne alcuni. Se la incontrassi ora potrei anche perderci del tempo, se non avessi di meglio da fare. Perche' e' questo il problema: nostalgia, ricordi, tutto molto bello, ma con tutto quello che e' disponibile nel 2011 possibile che un ultratrentenne non abbia davvero di meglio da fare che ciucciarsi i caricamenti del C64?


*ancora o àncora? Ancora o ancòra? Come regola generale, se qualcuno usa l'accento tonico vuol dire che ha intenzione di uccidere la vostra famiglia nel sonno. Sapete cosa fare.
**nonche' del tutto inadatto per un coin-op, che minchia pensavano di guadagnare? Almeno il coin-op di SMB3 era a tempo, tze'.

3 minchiate:

  1. A malincuore concordo, per fortuna ci sono i longplay per assaporare le meraviglie del passato (ma anche del presente) senza sorbirsele...!

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  2. Ecco, qui faccio fatica. Del tipo: se il gioco era bello, dopo due minuti di video mi sale la scimmia e voglio giocarci. Se il gioco era una chiavica, mi passa la voglia. Piu' che altro ai video ricorro per finali alternativi del caso, tipo rigiocati tutto da capo e raccogli un oggetto nei primi 5 minuti di gioco e poi uuuh.

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  3. Sìsì, finali alternativi, finali mai visti all'epoca, easter egg varie, giochi che ti interesserebbe conoscere la trama ma ti scoccia giocare o rigiocare (tipo per me MGS4 e Half Life), etc etc... w i longplay!

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